Auktionsarchiv: Los-Nr. 491

(Risorgimento) Archivio Cannizzaro - Il chimico siciliano Stanislao Cannizzaro (1826-1910) fu uno dei più celebri scienziati della sua epoca; non tanto per i suoi risultati scientifici, a dire il vero, quanto per il personaggio che fu. Coinvolto in g...

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Auktionsarchiv: Los-Nr. 491

(Risorgimento) Archivio Cannizzaro - Il chimico siciliano Stanislao Cannizzaro (1826-1910) fu uno dei più celebri scienziati della sua epoca; non tanto per i suoi risultati scientifici, a dire il vero, quanto per il personaggio che fu. Coinvolto in g...

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(Risorgimento) Archivio Cannizzaro - Il chimico siciliano Stanislao Cannizzaro (1826-1910) fu uno dei più celebri scienziati della sua epoca; non tanto per i suoi risultati scientifici, a dire il vero, quanto per il personaggio che fu. Coinvolto in giovane età nei moti risorgimentali del '48, entrò a far parte del Parlamento Siciliano antiborbonico. Dopo la sconfitta di Novara e lo scioglimento del Parlamento, Cannizzaro dovette fuggire dall'isola. Divenuto Professore di Chimica in varie città del Nord (sino a giungere a Pisa), continuò sempre a patrocinare la causa unitaria, allacciando fitti rapporti con i parlamentari sabaudi e con le grandi figure del nostro Risorgimento. Nel 1871 divenne Senatore del Regno d'Italia (e in seguito Vicepresidente del Senato), e il suo sforzo maggiore fu rivolto a dotare la Chimica di propri istituti accademici, distinti da quelli di Scienze naturali. In particolare, intese scindere la Chimica dalle Facoltà di Matematica, nelle Università italiane. Con questo progetto, avviò una serie di contatti epistolari con i maggiori scienziati europei, per chiedere loro informazioni sugli statuti accademici della disciplina nei vari paesi. Soprattutto gli scienziati tedeschi offono una serie di informazioni, oggi preziose per la storia delle istituzioni scientifiche nell'età del Positivismo. D'altro canto, numerose lettere gli giungono, da parte degli accademici italiani, per risolvere i piccoli e grandi problemi delle loro comunità scientifiche: il loro uomo a Roma era in questo senso un canale preferenziale per porre all'attenzione del Governo le questioni di fondo (ma anche le tante piccole beghe di parte, naturalmente) della scienza italiana; ma non mancano neppure i carteggi con protagonisti della politica (come Quintino Sella , che gli rivela una serie di mosse azzardate e particolarmente scorrette di Agostino Depretis , il cattivo genio della decadenza e della corruzione ). La parte più corposa dell'Archivio è costituita dall'Epistolario di Cesare Pietro Bertagnini (1827-1857: 49 lettere più tre della madre),l'altro grande chimico dell'Italia dell'Ottocento. Bertagnini, che sintetizzò il vino artificiale e scoprì le possibilità infinite dell'alluminio nelle leghe, era un chimico geniale, e metteva tranquillamente a parte l'amico Cannizzaro delle sue ricerche e delle sue scoperte. Il corposo epistolario è dunque una vera e propria, affascinante memoria scientifica a puntate: tra gli episodi della scrittura scientifica italiana dell'Ottocento, oltretutto, più piacevoli da leggere (inserito com'è in una cornice di familiarità e di aneddotica; interessanti sono ad esempio le notizie sui contatti di Bertagnini con le maggiori menti scientifiche del periodo, quali Liebig e List). In una serie di lettere, lo scienziato toscano, entrato a sua volta a far parte dell'Università di Pisa, rende conto della preparazione, quindi della nascita e della conduzione dell'importante rivista scientifica "Cimento di chimica italiana". Colpito in giovane età dalla tubercolosi, Bertagnini scomparve prematuramente: le tre lettere della madre ringraziano Cannizzaro dell'interessamento per la salute del figlio, e poi delle condoglianze: e sono lettere toccanti, che fanno del figlio geniale un postumo ritratto dolente ma anche a tutto tondo. Nella fase successiva, quella diciamo del Cannizzaro "politico", sono da segnalare, oltre alle tre lettere di Sella , le due dell'altro importante chimico Raffele Piria (1815-1862), e dei celewbri scienziati europei Adolf Baeyer, A. Hantsch, Friedrich Beilsteink, Pierre-Eugène Berthelot, Adolf Engler, Friedrich Foerster, Louis Henry, Jaap Moleschot, William Ramsay, Tullio Brugnatelli, Alfonso Cossa, Domenico Cotugno, Ulisse Dini, C. Golgi, Carlo Matteucci, Angelo Pavesi, Piero Peretti , eccetera eccetera. (244)

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(Risorgimento) Archivio Cannizzaro - Il chimico siciliano Stanislao Cannizzaro (1826-1910) fu uno dei più celebri scienziati della sua epoca; non tanto per i suoi risultati scientifici, a dire il vero, quanto per il personaggio che fu. Coinvolto in giovane età nei moti risorgimentali del '48, entrò a far parte del Parlamento Siciliano antiborbonico. Dopo la sconfitta di Novara e lo scioglimento del Parlamento, Cannizzaro dovette fuggire dall'isola. Divenuto Professore di Chimica in varie città del Nord (sino a giungere a Pisa), continuò sempre a patrocinare la causa unitaria, allacciando fitti rapporti con i parlamentari sabaudi e con le grandi figure del nostro Risorgimento. Nel 1871 divenne Senatore del Regno d'Italia (e in seguito Vicepresidente del Senato), e il suo sforzo maggiore fu rivolto a dotare la Chimica di propri istituti accademici, distinti da quelli di Scienze naturali. In particolare, intese scindere la Chimica dalle Facoltà di Matematica, nelle Università italiane. Con questo progetto, avviò una serie di contatti epistolari con i maggiori scienziati europei, per chiedere loro informazioni sugli statuti accademici della disciplina nei vari paesi. Soprattutto gli scienziati tedeschi offono una serie di informazioni, oggi preziose per la storia delle istituzioni scientifiche nell'età del Positivismo. D'altro canto, numerose lettere gli giungono, da parte degli accademici italiani, per risolvere i piccoli e grandi problemi delle loro comunità scientifiche: il loro uomo a Roma era in questo senso un canale preferenziale per porre all'attenzione del Governo le questioni di fondo (ma anche le tante piccole beghe di parte, naturalmente) della scienza italiana; ma non mancano neppure i carteggi con protagonisti della politica (come Quintino Sella , che gli rivela una serie di mosse azzardate e particolarmente scorrette di Agostino Depretis , il cattivo genio della decadenza e della corruzione ). La parte più corposa dell'Archivio è costituita dall'Epistolario di Cesare Pietro Bertagnini (1827-1857: 49 lettere più tre della madre),l'altro grande chimico dell'Italia dell'Ottocento. Bertagnini, che sintetizzò il vino artificiale e scoprì le possibilità infinite dell'alluminio nelle leghe, era un chimico geniale, e metteva tranquillamente a parte l'amico Cannizzaro delle sue ricerche e delle sue scoperte. Il corposo epistolario è dunque una vera e propria, affascinante memoria scientifica a puntate: tra gli episodi della scrittura scientifica italiana dell'Ottocento, oltretutto, più piacevoli da leggere (inserito com'è in una cornice di familiarità e di aneddotica; interessanti sono ad esempio le notizie sui contatti di Bertagnini con le maggiori menti scientifiche del periodo, quali Liebig e List). In una serie di lettere, lo scienziato toscano, entrato a sua volta a far parte dell'Università di Pisa, rende conto della preparazione, quindi della nascita e della conduzione dell'importante rivista scientifica "Cimento di chimica italiana". Colpito in giovane età dalla tubercolosi, Bertagnini scomparve prematuramente: le tre lettere della madre ringraziano Cannizzaro dell'interessamento per la salute del figlio, e poi delle condoglianze: e sono lettere toccanti, che fanno del figlio geniale un postumo ritratto dolente ma anche a tutto tondo. Nella fase successiva, quella diciamo del Cannizzaro "politico", sono da segnalare, oltre alle tre lettere di Sella , le due dell'altro importante chimico Raffele Piria (1815-1862), e dei celewbri scienziati europei Adolf Baeyer, A. Hantsch, Friedrich Beilsteink, Pierre-Eugène Berthelot, Adolf Engler, Friedrich Foerster, Louis Henry, Jaap Moleschot, William Ramsay, Tullio Brugnatelli, Alfonso Cossa, Domenico Cotugno, Ulisse Dini, C. Golgi, Carlo Matteucci, Angelo Pavesi, Piero Peretti , eccetera eccetera. (244)

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