Auktionsarchiv: Los-Nr. 761

Telemaco Signorini

Schätzpreis
Zuschlagspreis:
n. a.
Auktionsarchiv: Los-Nr. 761

Telemaco Signorini

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n. a.
Beschreibung:

Olio su cartone, cm. 14,2x20,3 Firma in basso a destra: T. Signorini. Al verso: timbro Galleria Sant'Ambrogio, Milano: timbro Collezione Mario Borgiotti con dichiarazione: Opera autentica / e molto fine / di Telemaco Signorini / M. Borgiotti / Firenze 2/10/65. Storia Eredi dell'artista, Firenze; Collezione Mario Borgiotti Firenze; Collezione privata Esposizioni Mostra piccoli gioielli dell'Ottocento, a cura di Paul Nicholls Milano, Galleria d'Arte Sant'Ambrogio, settembre - ottobre 1969, cat. n. 56. Il dipinto riprende un angolo del giardino della villa che i De Gori Pannillini possedevano a Careggi. La frequentazione dell'artista con i De Gori ha inizio nel lontano 1868, quando Telemaco viene incaricato di insegnare disegno e pittura ai figli del Conte. Nonostante che il Signorini si definisca più di una volta, e con compiacimento, un solitario, l'affetto, il calore e l'abbraccio degli amici e delle loro famiglie, non lo lasceranno indifferente e non lo stancheranno mai. Molte le lettere e le foto (figg. 1, 2, 3) che documentano questi eccezionali momenti di vita privata. Tornando al dipinto che verrà esitato in questa asta pubblica, questi fa parte di quelle belle impressioni eseguite durante le felici giornate trascorse con i De Gori. Ricordo nella collezione di Enrico Checcucci un Giardino a Careggi, 1898, tav. I (si veda in Enrico Somaré, Signorini, L'Esame, Milano, 1926, tav. 69) e un Giardino di una villa a Careggi, tav. II (si veda in Ugo Ojetti, Telemaco Signorini Milano, Galleria Pesaro, 1930, tav. LVII, n. 126), oggi conservato a Firenze nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti. La perfezione raggiunta dallo spirito e dall'arte di Telemaco Signorini in questi anni non va però disgiunta dai felici esiti di una prosa narrativa altamente poetica. Concetti attuali che Enrico Somaré aveva bene intuito e così espresso: L'ardimento nuovo del suo stile pittorico, in cui la precisione più determinata assiste qui l'ispirazione più libera, sostenendone l'impeto o fermandone la grazia fuggitiva, toccava in questi dipinti modernissimi, che furono i suoi canti d'addio, un altro segno di bellezza: l'espressione della serenità che accompagnò l'artista superiore verso il confine della sua vita, che era giunta al termine dell'esperienza. V. Q.

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Olio su cartone, cm. 14,2x20,3 Firma in basso a destra: T. Signorini. Al verso: timbro Galleria Sant'Ambrogio, Milano: timbro Collezione Mario Borgiotti con dichiarazione: Opera autentica / e molto fine / di Telemaco Signorini / M. Borgiotti / Firenze 2/10/65. Storia Eredi dell'artista, Firenze; Collezione Mario Borgiotti Firenze; Collezione privata Esposizioni Mostra piccoli gioielli dell'Ottocento, a cura di Paul Nicholls Milano, Galleria d'Arte Sant'Ambrogio, settembre - ottobre 1969, cat. n. 56. Il dipinto riprende un angolo del giardino della villa che i De Gori Pannillini possedevano a Careggi. La frequentazione dell'artista con i De Gori ha inizio nel lontano 1868, quando Telemaco viene incaricato di insegnare disegno e pittura ai figli del Conte. Nonostante che il Signorini si definisca più di una volta, e con compiacimento, un solitario, l'affetto, il calore e l'abbraccio degli amici e delle loro famiglie, non lo lasceranno indifferente e non lo stancheranno mai. Molte le lettere e le foto (figg. 1, 2, 3) che documentano questi eccezionali momenti di vita privata. Tornando al dipinto che verrà esitato in questa asta pubblica, questi fa parte di quelle belle impressioni eseguite durante le felici giornate trascorse con i De Gori. Ricordo nella collezione di Enrico Checcucci un Giardino a Careggi, 1898, tav. I (si veda in Enrico Somaré, Signorini, L'Esame, Milano, 1926, tav. 69) e un Giardino di una villa a Careggi, tav. II (si veda in Ugo Ojetti, Telemaco Signorini Milano, Galleria Pesaro, 1930, tav. LVII, n. 126), oggi conservato a Firenze nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti. La perfezione raggiunta dallo spirito e dall'arte di Telemaco Signorini in questi anni non va però disgiunta dai felici esiti di una prosa narrativa altamente poetica. Concetti attuali che Enrico Somaré aveva bene intuito e così espresso: L'ardimento nuovo del suo stile pittorico, in cui la precisione più determinata assiste qui l'ispirazione più libera, sostenendone l'impeto o fermandone la grazia fuggitiva, toccava in questi dipinti modernissimi, che furono i suoi canti d'addio, un altro segno di bellezza: l'espressione della serenità che accompagnò l'artista superiore verso il confine della sua vita, che era giunta al termine dell'esperienza. V. Q.

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