MASCAGNI, Pietro. Quattro lettere autografe firmate all'amico intimo Peppo (cioè Giuseppe Hirsch, a Roma): tre del 1910 e una del 1940: due di una pagina 8° , una di tre pagine 8° , l'ultima di due pagine 4° . Toccanti le note sulla relazione con l' Annuccia , che ha la strana potenza, la magia miracolosa di farmi lavorare , e per la quale ha intenzione di comperare un villino in campagna: capisci Peppo: la casa a Roma e la villetta in campagna. Quale felicità! Io senza di lei non posso vivere! E' un angiolo! ; più avanti la gestione di questa idillica doppia vita non può non complicarsi; ma Mascagni si professa speranzoso: L'arrivo della Lina regolarissimo: è ripartita ieri stesso per Torino. Neppure l'ombra del sospetto. La mia stella mi aiuta! ; poi torna a parlare dell'Annuccia: Chi poteva credere di trovare un cuore così nobile, un essere così superiore in lei, così mite, nata e vissuta in un ambiente così pericoloso?! Come io mi sento orgoglioso di lei! Lavorerò tanto per rendermi degno del suo amore, Ma essa è troppo più grande di me, più grande di tutti... Peppo mio, la mia esistenza è tutta cambiata. Che Iddio mi assista! Ben diverso il tono, com'è più consueto in Mascagni piattamente utilitario, dell'ultima, tarda missiva ( mi trovo completamente all'asciutto... il mese di Giugno è stato assolutamente vedovo di incassi ). Ma l'anima del carteggio, e del rapporto con l'Hirsch, è nelle incandescenti confessioni del '10 sull'amore romano di Mascagni: tormentato (qui soprattutto gioioso) episodio in una vita sentimentale tutta da esplorare: quella di un protagonista della musica italiana. (4)
MASCAGNI, Pietro. Quattro lettere autografe firmate all'amico intimo Peppo (cioè Giuseppe Hirsch, a Roma): tre del 1910 e una del 1940: due di una pagina 8° , una di tre pagine 8° , l'ultima di due pagine 4° . Toccanti le note sulla relazione con l' Annuccia , che ha la strana potenza, la magia miracolosa di farmi lavorare , e per la quale ha intenzione di comperare un villino in campagna: capisci Peppo: la casa a Roma e la villetta in campagna. Quale felicità! Io senza di lei non posso vivere! E' un angiolo! ; più avanti la gestione di questa idillica doppia vita non può non complicarsi; ma Mascagni si professa speranzoso: L'arrivo della Lina regolarissimo: è ripartita ieri stesso per Torino. Neppure l'ombra del sospetto. La mia stella mi aiuta! ; poi torna a parlare dell'Annuccia: Chi poteva credere di trovare un cuore così nobile, un essere così superiore in lei, così mite, nata e vissuta in un ambiente così pericoloso?! Come io mi sento orgoglioso di lei! Lavorerò tanto per rendermi degno del suo amore, Ma essa è troppo più grande di me, più grande di tutti... Peppo mio, la mia esistenza è tutta cambiata. Che Iddio mi assista! Ben diverso il tono, com'è più consueto in Mascagni piattamente utilitario, dell'ultima, tarda missiva ( mi trovo completamente all'asciutto... il mese di Giugno è stato assolutamente vedovo di incassi ). Ma l'anima del carteggio, e del rapporto con l'Hirsch, è nelle incandescenti confessioni del '10 sull'amore romano di Mascagni: tormentato (qui soprattutto gioioso) episodio in una vita sentimentale tutta da esplorare: quella di un protagonista della musica italiana. (4)
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