L' OFFICIOLUM DI FRANCESCO DA BARBERINO Libro d'Ore, uso di Roma con un trattato allegorico sulla Speranza, MANOSCRITTO MINIATO SU PERGAMENA. [Padova, c.1305-08]. 134 x 100 mm. 174 carte, 1 2 (di 6, mancano i, iii, iv e vi), 2 6 (di 8, mancano ii e vii), 3-5 8, 6 6 (di 8, mancano vii e viii), 7-15 8, 16 6, 17-22 8, 23 8 (con bifolio originariamente iv/v ora spostato in ii/vii), 24 2, probabilmente manca un ulteriore fascicolo dopo il 21, fascicolo 6 non in sequenza, avrebbe dovuto seguire il 22, mentre sia il 22 che il 6 avrebbero dovuto seguire l'11, richiami alla maggior parte dei versi finali, 13 righe in gotica testuale italiana (rotunda) in inchiostro nero eccetto cc.164-171v in foglia d'oro brunito, specchio di scrittura con rigatura a punta di piombo di 2 verticali e 14 orizzontali, giustificazione: 68 x 55 mm., rubriche in rosso, capilettera di 1 o 2 righe in oro brunito contornato in blu o rosso e arricchiti da filigrane dell'altro colore, alcuni capilettera di 2 righe con ampie filigrane nei due colori, ogni pagina del fascicolo 4 con capilettera di 2 righe con elaborati fregi a penna in inchiostro blu e rosso e oro brunito, capilettera a pennello di 3 o 4 righe con nastri a decorazione floreale di colore rosa, blu, rosso, verde e grigio su fondo in oro brunito, arricchiti da viticci o bordure dagli stessi colori e forme e disseminati di bottoni dorati, QUATTRO PAGINE DI CALENDARIO CON COPPIE DI MEDAGLIONI ISTORIATI sul margine inferiore e SESSANTASEI PAGINE CON GRANDI MINIATURE, quelle non a piena pagina spesso accompagnate da capilettera a pennello ornati o decorati con motivi floreali (tracce d'uso, alcune sbavature e macchie, qualche perdita di pigmento e oro perloppiù sui margini inferiori, più consistenti sulle miniature alle carte 157 e 172v, piccolo strappo al margine della carta 78, due strappi al margine della carta 116 uno dei quali raggiunge la miniatura al verso). Legatura della fine del sec.XVIII o degli inizi del sec.XIX in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso (foro di tarlo alla cerniera del piatto inferiore). IL MANOSCRITTO RITROVATO DI UNA DELLA PIÙ AFFASCINANTI FIGURE DELLA CULTURA MEDIEVALE, UNA PIETRA MILIARE NELLA STORIA DELLE IDEE E DELLA MINIATURA ITALIANA. IL PIÙ ANTICO LIBRO D'ORE ITALIANO CONOSCIUTO E UN'INEDITA ALLEGORIA ILLUSTRATA DI FRANCESCO DA BARBERINO PROBABILMENTE LE PIù ANTICHE IMMAGINI ISPIRATE DALL' INFERNO DANTESCO PROVENIENZA: L'inventore e il primo proprietario di questo manoscritto fu Francesco da Barberino (1264-1348), poeta e notaio fiorentino, contemporaneo di Dante di cui per primo scrisse sull' Inferno . Notizie sulla vita e sulle opere di Francesco si possono trovare nella documentazione epistolare (Vienna, ÖNB 3530), negli archivi di Firenze, Treviso, Bologna e del Vaticano, oltre che negli entusiastici resoconti di numerosi scrittori del Trecento, tra cui Boccaccio e Filippo Villani. Ma la più ricca fonte di informazioni per gli anni fino a circa il 1315 è rappresentata dal lungo commento in latino che Francesco stesso scrisse per il suo poema, i Documenti d'amore . Il più antico manoscritto completo (Bibl. Vat., Barb. lat. ms 4076) - che contiene non solo il poema in italiano ma anche la traduzione e il commento in latino - presenta il testo centrale e correzioni di mano dell'autore. Francesco di ser Neri di ser Ranuccio nacque a Barberino in Val d'Elsa, a sud di Firenze. Figlio e nipote di notai, studiò a Bologna e ottenne il titolo di notaio papale a Roma nel 1294. Alla fine di quell'anno rientrò a Firenze, dove esercitò la professione di notaio per due vescovi almeno fino al novembre 1303. Lasciò la città probabilmente per ragioni politiche e potè ritornarvi solo grazie all'amnistia concessa nel 1315 agli esiliati che non avevano preso le armi contro Firenze. Negli anni dell'esilio Francesco fu a Padova, a Treviso nel 1308 e nel 1309 fece parte dell'ambasciata veneziana presso la sede papale di Avignone mediante la quale la Serenissima cercava
L' OFFICIOLUM DI FRANCESCO DA BARBERINO Libro d'Ore, uso di Roma con un trattato allegorico sulla Speranza, MANOSCRITTO MINIATO SU PERGAMENA. [Padova, c.1305-08]. 134 x 100 mm. 174 carte, 1 2 (di 6, mancano i, iii, iv e vi), 2 6 (di 8, mancano ii e vii), 3-5 8, 6 6 (di 8, mancano vii e viii), 7-15 8, 16 6, 17-22 8, 23 8 (con bifolio originariamente iv/v ora spostato in ii/vii), 24 2, probabilmente manca un ulteriore fascicolo dopo il 21, fascicolo 6 non in sequenza, avrebbe dovuto seguire il 22, mentre sia il 22 che il 6 avrebbero dovuto seguire l'11, richiami alla maggior parte dei versi finali, 13 righe in gotica testuale italiana (rotunda) in inchiostro nero eccetto cc.164-171v in foglia d'oro brunito, specchio di scrittura con rigatura a punta di piombo di 2 verticali e 14 orizzontali, giustificazione: 68 x 55 mm., rubriche in rosso, capilettera di 1 o 2 righe in oro brunito contornato in blu o rosso e arricchiti da filigrane dell'altro colore, alcuni capilettera di 2 righe con ampie filigrane nei due colori, ogni pagina del fascicolo 4 con capilettera di 2 righe con elaborati fregi a penna in inchiostro blu e rosso e oro brunito, capilettera a pennello di 3 o 4 righe con nastri a decorazione floreale di colore rosa, blu, rosso, verde e grigio su fondo in oro brunito, arricchiti da viticci o bordure dagli stessi colori e forme e disseminati di bottoni dorati, QUATTRO PAGINE DI CALENDARIO CON COPPIE DI MEDAGLIONI ISTORIATI sul margine inferiore e SESSANTASEI PAGINE CON GRANDI MINIATURE, quelle non a piena pagina spesso accompagnate da capilettera a pennello ornati o decorati con motivi floreali (tracce d'uso, alcune sbavature e macchie, qualche perdita di pigmento e oro perloppiù sui margini inferiori, più consistenti sulle miniature alle carte 157 e 172v, piccolo strappo al margine della carta 78, due strappi al margine della carta 116 uno dei quali raggiunge la miniatura al verso). Legatura della fine del sec.XVIII o degli inizi del sec.XIX in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso (foro di tarlo alla cerniera del piatto inferiore). IL MANOSCRITTO RITROVATO DI UNA DELLA PIÙ AFFASCINANTI FIGURE DELLA CULTURA MEDIEVALE, UNA PIETRA MILIARE NELLA STORIA DELLE IDEE E DELLA MINIATURA ITALIANA. IL PIÙ ANTICO LIBRO D'ORE ITALIANO CONOSCIUTO E UN'INEDITA ALLEGORIA ILLUSTRATA DI FRANCESCO DA BARBERINO PROBABILMENTE LE PIù ANTICHE IMMAGINI ISPIRATE DALL' INFERNO DANTESCO PROVENIENZA: L'inventore e il primo proprietario di questo manoscritto fu Francesco da Barberino (1264-1348), poeta e notaio fiorentino, contemporaneo di Dante di cui per primo scrisse sull' Inferno . Notizie sulla vita e sulle opere di Francesco si possono trovare nella documentazione epistolare (Vienna, ÖNB 3530), negli archivi di Firenze, Treviso, Bologna e del Vaticano, oltre che negli entusiastici resoconti di numerosi scrittori del Trecento, tra cui Boccaccio e Filippo Villani. Ma la più ricca fonte di informazioni per gli anni fino a circa il 1315 è rappresentata dal lungo commento in latino che Francesco stesso scrisse per il suo poema, i Documenti d'amore . Il più antico manoscritto completo (Bibl. Vat., Barb. lat. ms 4076) - che contiene non solo il poema in italiano ma anche la traduzione e il commento in latino - presenta il testo centrale e correzioni di mano dell'autore. Francesco di ser Neri di ser Ranuccio nacque a Barberino in Val d'Elsa, a sud di Firenze. Figlio e nipote di notai, studiò a Bologna e ottenne il titolo di notaio papale a Roma nel 1294. Alla fine di quell'anno rientrò a Firenze, dove esercitò la professione di notaio per due vescovi almeno fino al novembre 1303. Lasciò la città probabilmente per ragioni politiche e potè ritornarvi solo grazie all'amnistia concessa nel 1315 agli esiliati che non avevano preso le armi contro Firenze. Negli anni dell'esilio Francesco fu a Padova, a Treviso nel 1308 e nel 1309 fece parte dell'ambasciata veneziana presso la sede papale di Avignone mediante la quale la Serenissima cercava
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