Incunaboli. Lacepiera Petrus. Libro de l'Occhio morale et spirituale vulgare. (Al colophon:) Venezia: [Johannes Rubeus Vercellensis], 21 maggio 1496 (Legato con:) Climacus Johannes. Scala Paradisi. (Al colophon:) Venezia: Christophorus de Pensis, de Mandello, 12 ottobre 1492. Due opere in un volume in-4° (mm 202x139). I: Segnatura: a-h8. Carte [64]. Carattere romano e gotico. Al frontespizio grande legno (mm 76x75), apparso già nell'edizione latina dello stesso anno, raffigurante un monaco (probabilmente l'autore) in cattedra in atto di parlare, indicandosi un occhio, ad un uditorio, in cui curiosamente appaiono tre figure femminili. Numerosi capilettera xilografici ornati. II: Segnatura: a-l8, m10. Carte [98]. Al frontespizio grande legno (mm 55x75) raffigurante un abate tra due gruppi di monaci nel chiostro di un monastero. Alla carta a2v incisione xilografica (mm 40x50) raffigurante la Pietas: Cristo deposto dalla Croce sul grembo di Maria circondato da sette personaggi. Numerosi capilettera xilografici ornati. Esemplare accuratamente rinfrescato, aloni alle ultime carte. Legatura moderna ad imitazione antica in pelle, fregi a secco e in oro ai piatti e al dorso. Timbro 'bibliothek schloss schonborn' al verso dell'ultima carta. I: Prima edizione in italiano di quello che è considerato il secondo libro sull'occhio: "the second earliest printed work on the eye, Grassus's De oculis (1474) being the first" (Becker). L'opera apparve per la prima volta in latino nel 1476; controversa è la paternità del testo essendo variamente attribuito a Petrus de Lacepiera, il cui nome appare nel colophon, a Johannes de Peckham o, molto probabilmente, a Petrus Lemovicensis (Pierre de Limoges). La traduzione in italiano venne curata da Fra Teophilo Romano. Si tratta principalmente di un trattato morale ma con interessanti osservazioni scientifiche: nei primi quattro capitoli è infatti contenuta una descrizione dell'occhio. "The purpose of the De oculo morali is purely ethical but it contains a description of the eye, together with a brief account of eye diseases and their treatment" (Sarton II, 1029). L'analisi della fisiologia della visione e delle proprietà della luce sono quindi funzionali all'autore per descrivere i gradi della morale. II: Terza edizione della traduzione in italiano - curiosamente data alla luce lo stesso giorno della scoperta dell'America - di questa famosa guida spirituale, Klimax tou Paradeisou o Scala del Paradiso, composta in greco nel VII secolo da San Giovanni soprannominato Climaco, ovvero «quello della scala», dal nome appunto del suo componimento. La presente edizione segue la prima edizione del 1478 (Torrebelvicino, Giovanni Leonardo Longo) e la stampa del 1491 (Venezia, Matteo Capcasa).Vera e propria sintesi della tradizione monastica antica, illustra, attraverso trenta gradini, altrettante tappe della vita monastica. La Scala del paradiso venne tradotta in molte lingue, tra cui latino, siriaco, armeno, arabo e slavo. Sulla base della traduzione latina di Angelo Clareno da Cingoli, nel XIV secolo l'agostiniano Gentile da Foligno la traspose in italiano. I BMC V 419. IGI 7384. Essling 892. Sander 3757. Klebs 243. Becker catalogue 222. Wellcome I, 5029. Source book of ophthalmology, p. 187. Dyson Perrins It. 108. II: Essling 566. Sander 2019. Proctor 5228. BMC V 468. IGI 5216. Incunables. Lacepiera Petrus. Libro de l'Occhio morale et spirituale vulgare. (Colophon:) Venezia: [Johannes Rubeus Vercellensis], 21 maggio 1496 (Bound with:) Climacus Johannes. Scala Paradisi. (Colophon:) Venezia: Christophorus de Pensis, de Mandello, 12 ottobre 1492. Two works in one volume, 4° (202x139 mm). I: Collation: a-h8. [64] leaves. Gothic and roman type. Large woodcut (76x75 mm) on the title-page, first used in the Latin edition of the work, likewise printed in 1496, and showing a monk, possibly the author himself, giving lecture to an audience curiously including three women. Numerous woodcut decorated initials. II: Collation: a
Incunaboli. Lacepiera Petrus. Libro de l'Occhio morale et spirituale vulgare. (Al colophon:) Venezia: [Johannes Rubeus Vercellensis], 21 maggio 1496 (Legato con:) Climacus Johannes. Scala Paradisi. (Al colophon:) Venezia: Christophorus de Pensis, de Mandello, 12 ottobre 1492. Due opere in un volume in-4° (mm 202x139). I: Segnatura: a-h8. Carte [64]. Carattere romano e gotico. Al frontespizio grande legno (mm 76x75), apparso già nell'edizione latina dello stesso anno, raffigurante un monaco (probabilmente l'autore) in cattedra in atto di parlare, indicandosi un occhio, ad un uditorio, in cui curiosamente appaiono tre figure femminili. Numerosi capilettera xilografici ornati. II: Segnatura: a-l8, m10. Carte [98]. Al frontespizio grande legno (mm 55x75) raffigurante un abate tra due gruppi di monaci nel chiostro di un monastero. Alla carta a2v incisione xilografica (mm 40x50) raffigurante la Pietas: Cristo deposto dalla Croce sul grembo di Maria circondato da sette personaggi. Numerosi capilettera xilografici ornati. Esemplare accuratamente rinfrescato, aloni alle ultime carte. Legatura moderna ad imitazione antica in pelle, fregi a secco e in oro ai piatti e al dorso. Timbro 'bibliothek schloss schonborn' al verso dell'ultima carta. I: Prima edizione in italiano di quello che è considerato il secondo libro sull'occhio: "the second earliest printed work on the eye, Grassus's De oculis (1474) being the first" (Becker). L'opera apparve per la prima volta in latino nel 1476; controversa è la paternità del testo essendo variamente attribuito a Petrus de Lacepiera, il cui nome appare nel colophon, a Johannes de Peckham o, molto probabilmente, a Petrus Lemovicensis (Pierre de Limoges). La traduzione in italiano venne curata da Fra Teophilo Romano. Si tratta principalmente di un trattato morale ma con interessanti osservazioni scientifiche: nei primi quattro capitoli è infatti contenuta una descrizione dell'occhio. "The purpose of the De oculo morali is purely ethical but it contains a description of the eye, together with a brief account of eye diseases and their treatment" (Sarton II, 1029). L'analisi della fisiologia della visione e delle proprietà della luce sono quindi funzionali all'autore per descrivere i gradi della morale. II: Terza edizione della traduzione in italiano - curiosamente data alla luce lo stesso giorno della scoperta dell'America - di questa famosa guida spirituale, Klimax tou Paradeisou o Scala del Paradiso, composta in greco nel VII secolo da San Giovanni soprannominato Climaco, ovvero «quello della scala», dal nome appunto del suo componimento. La presente edizione segue la prima edizione del 1478 (Torrebelvicino, Giovanni Leonardo Longo) e la stampa del 1491 (Venezia, Matteo Capcasa).Vera e propria sintesi della tradizione monastica antica, illustra, attraverso trenta gradini, altrettante tappe della vita monastica. La Scala del paradiso venne tradotta in molte lingue, tra cui latino, siriaco, armeno, arabo e slavo. Sulla base della traduzione latina di Angelo Clareno da Cingoli, nel XIV secolo l'agostiniano Gentile da Foligno la traspose in italiano. I BMC V 419. IGI 7384. Essling 892. Sander 3757. Klebs 243. Becker catalogue 222. Wellcome I, 5029. Source book of ophthalmology, p. 187. Dyson Perrins It. 108. II: Essling 566. Sander 2019. Proctor 5228. BMC V 468. IGI 5216. Incunables. Lacepiera Petrus. Libro de l'Occhio morale et spirituale vulgare. (Colophon:) Venezia: [Johannes Rubeus Vercellensis], 21 maggio 1496 (Bound with:) Climacus Johannes. Scala Paradisi. (Colophon:) Venezia: Christophorus de Pensis, de Mandello, 12 ottobre 1492. Two works in one volume, 4° (202x139 mm). I: Collation: a-h8. [64] leaves. Gothic and roman type. Large woodcut (76x75 mm) on the title-page, first used in the Latin edition of the work, likewise printed in 1496, and showing a monk, possibly the author himself, giving lecture to an audience curiously including three women. Numerous woodcut decorated initials. II: Collation: a
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