Augustinus Aurelius De civitate dei (comm: Thomas Waleys e Nicolaus Trivet). Venezia: [Bonetus Locatellus], per Ottaviano Scoto, 18 febbraio 1489. In-folio (mm 294x197). [263] (di 264, manca l’ultima carta bianca). Segnatura; A-R8, S6, t-z8, rum8, cum8, *8, AA-EE8, FF-HH6 (-HH6 bianca). Testo in carattere gotico e romano (1:74G, 2:130G, 4:92G, 5:80R) su due colonne di 51-65 linee. Marca tipografica, incisa su legno, al recto della carta HH5. Spazi bianchi per capitali, con letterine guida. Xilografia a piena pagina al verso della prima carta. Esemplare in discreto stato, numerose carte uniformemente brunite. Gora al margine superiore di alcuni fascicoli, aloni e fioriture diffuse. Piccoli fori di tarlo al margine inferiore bianco degli ultimi fascicoli, altro foro di tarlo alle ultime due carte, con perdita di qualche lettera del testo. Legatura ottocentesca in mezza pelle, piatti ricoperti in carta caillouté, in pi˜ù punti abrasa. Titolo in caratteri dorati al dorso. Sottolineature, tratti e segni marginali, e alcune annotazioni di mano antica. Al recto della prima carta, annotazione cinquecentesca apposta da ‘Hieronymus Arze doctor theolog’, e il cui inchiostro traspare al verso. Bella e importante edizione stampata dal tipografo di origine bergamasca Boneto (Benedetto) Locatelli per Ottaviano Scoto. Il testo dell’opera ˜è corredato dei commenti redatti nel XIV secolo dai domenicani Thomas Waleys e Nicolas Trivet, teologi dello Studio di Oxford. L’opera ˜è illustrata da una xilografia iniziale a tutta pagina, suddivisa in due comparti: nella parte superiore ˜è rappresentato S. Agostino nel suo studio, vestito con gli abiti pontificali, accompagnato da due angeli che sorreggono rispettivamente il pastorale e un libro aperto; nella parte inferiore sono raffigurate le due città di Gerusalemme la civitas Dei e di Babilonia, opposte l’una all’altra e con i loro simbolici fondatori, Abele e Caino. La xilografia ˜è una rivisitazione in stile italiano di quella proposta nell’edizione stampata a Basilea da Johann Amerbach nel febbraio del 1489. In calce alla xilografia ˜è impresso come nel volume basileense il testo del componimento poetico Mirifico posteris textos sermone libellos. HC 2065; GW 2889 (+ Accurti (1936), p. 67); BMC V 437; IGI 979; Goff A1245.
Augustinus Aurelius De civitate dei (comm: Thomas Waleys e Nicolaus Trivet). Venezia: [Bonetus Locatellus], per Ottaviano Scoto, 18 febbraio 1489. In-folio (mm 294x197). [263] (di 264, manca l’ultima carta bianca). Segnatura; A-R8, S6, t-z8, rum8, cum8, *8, AA-EE8, FF-HH6 (-HH6 bianca). Testo in carattere gotico e romano (1:74G, 2:130G, 4:92G, 5:80R) su due colonne di 51-65 linee. Marca tipografica, incisa su legno, al recto della carta HH5. Spazi bianchi per capitali, con letterine guida. Xilografia a piena pagina al verso della prima carta. Esemplare in discreto stato, numerose carte uniformemente brunite. Gora al margine superiore di alcuni fascicoli, aloni e fioriture diffuse. Piccoli fori di tarlo al margine inferiore bianco degli ultimi fascicoli, altro foro di tarlo alle ultime due carte, con perdita di qualche lettera del testo. Legatura ottocentesca in mezza pelle, piatti ricoperti in carta caillouté, in pi˜ù punti abrasa. Titolo in caratteri dorati al dorso. Sottolineature, tratti e segni marginali, e alcune annotazioni di mano antica. Al recto della prima carta, annotazione cinquecentesca apposta da ‘Hieronymus Arze doctor theolog’, e il cui inchiostro traspare al verso. Bella e importante edizione stampata dal tipografo di origine bergamasca Boneto (Benedetto) Locatelli per Ottaviano Scoto. Il testo dell’opera ˜è corredato dei commenti redatti nel XIV secolo dai domenicani Thomas Waleys e Nicolas Trivet, teologi dello Studio di Oxford. L’opera ˜è illustrata da una xilografia iniziale a tutta pagina, suddivisa in due comparti: nella parte superiore ˜è rappresentato S. Agostino nel suo studio, vestito con gli abiti pontificali, accompagnato da due angeli che sorreggono rispettivamente il pastorale e un libro aperto; nella parte inferiore sono raffigurate le due città di Gerusalemme la civitas Dei e di Babilonia, opposte l’una all’altra e con i loro simbolici fondatori, Abele e Caino. La xilografia ˜è una rivisitazione in stile italiano di quella proposta nell’edizione stampata a Basilea da Johann Amerbach nel febbraio del 1489. In calce alla xilografia ˜è impresso come nel volume basileense il testo del componimento poetico Mirifico posteris textos sermone libellos. HC 2065; GW 2889 (+ Accurti (1936), p. 67); BMC V 437; IGI 979; Goff A1245.
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