ANTONIO BELLUCCI [Pieve di Soligo (TV) 1654 - 1726] Il voto del doge Niccolò Contarini al Beato Lorenzo Giustiniani Olio su tela, 73,5x97 cm Il dipinto è riferibile alla grande pala di Antonio Bellucci disposta sulla parete destra del presbiterio in S.Pietro Apostolo di Castello a Venezia, e illustra il voto del senato veneziano rivolto a Lorenzo Giustiniani per invocarne l'intervento nella cessazione della peste (1630). La grandiosa scenografia architettonica inquadra la veduta su S.Pietro di Castello e l'apparizione a Lorenzo Giustiniani, accompagnato dalla Fede e dalla Speranza, che sovrastano il Doge e la delegazione del senato. La carità ha abbandonato simbolicamente la sfera celeste scendendo in quella terrena, identificandosi nella donna che trae in salvo la bambina dalla peste personificata dall'altra donna che frusta la figura stesa. La maniera di Antonio Bellucci sa donare splendore e florida opulenza agli incarnati, moto e morbidezza ai panneggi, calda e vibrante luminosità alla tessitura cromatica, che sarebbe divenuta un tratto permanente del suo repertorio. Opera corredata da scheda critica del prof. F.Magani qui in parte ripresa. Provenienza: Collezione Violette de Talleyrand, duchessa di Sagan Asta Sotheby's, Parigi, Marzo 2010
ANTONIO BELLUCCI [Pieve di Soligo (TV) 1654 - 1726] Il voto del doge Niccolò Contarini al Beato Lorenzo Giustiniani Olio su tela, 73,5x97 cm Il dipinto è riferibile alla grande pala di Antonio Bellucci disposta sulla parete destra del presbiterio in S.Pietro Apostolo di Castello a Venezia, e illustra il voto del senato veneziano rivolto a Lorenzo Giustiniani per invocarne l'intervento nella cessazione della peste (1630). La grandiosa scenografia architettonica inquadra la veduta su S.Pietro di Castello e l'apparizione a Lorenzo Giustiniani, accompagnato dalla Fede e dalla Speranza, che sovrastano il Doge e la delegazione del senato. La carità ha abbandonato simbolicamente la sfera celeste scendendo in quella terrena, identificandosi nella donna che trae in salvo la bambina dalla peste personificata dall'altra donna che frusta la figura stesa. La maniera di Antonio Bellucci sa donare splendore e florida opulenza agli incarnati, moto e morbidezza ai panneggi, calda e vibrante luminosità alla tessitura cromatica, che sarebbe divenuta un tratto permanente del suo repertorio. Opera corredata da scheda critica del prof. F.Magani qui in parte ripresa. Provenienza: Collezione Violette de Talleyrand, duchessa di Sagan Asta Sotheby's, Parigi, Marzo 2010
Testen Sie LotSearch und seine Premium-Features 7 Tage - ohne Kosten!
Lassen Sie sich automatisch über neue Objekte in kommenden Auktionen benachrichtigen.
Suchauftrag anlegen